martedì 13 gennaio 2015

Mancata rinnovazione ipoteca

La mancata rinnovazione dell'ipoteca comporta, allo spirare del termine di decadenza ventennale, non l'estinzione del titolo esecutivo - permanendo la possibilità di procedere in forza di esso ad una nuova iscrizione ipotecaria con un nuovo grado -, ma l'estinzione dell'ipoteca stessa, con la conseguenza che è preclusa una reiscrizione opponibile ai terzi acquirenti, i quali abbiano trascritto il loro titolo successivamente all'iscrizione non rinnovata, che integra una trascrizione opponibile al creditore (ex) ipotecario secondo le ordinarie regole di pubblicità immobiliare.
Cass. Civ., Sez. III, sentenza n. 5628 del 12/03/2014

mercoledì 7 gennaio 2015

Sinistro stradale caso fortuito abbagliamento colpo di sole

L'abbagliamento da raggi solari del conducente di un automezzo non integra il caso fortuito e, pertanto, non esclude la penale responsabilità per danni che ne siano derivati alle persone.
La Corte ribadisce la sua rigorosa posizioni in ordine all'individuazione di ipotesi di caso fortuito, il quale ricorre quando si rinviene un fattore causale, sopravvenuto, concomitante o preesistente ed indipendente dalla condotta del soggetto, che renda eccezionalmente possibile il verificarsi di un evento assolutamente non prevedibile ed evitabile. Di conseguenza, questa circostanza non potrà mai ritenersi verificata in presenza di abbagliamenti di colpo di sole in capo a soggetti che conducono un auto, i quali, in tali condizioni, devono adottare tutte le più opportune cautele al fine di non creare intralcio alla circolazione o l'insorgere di altri pericoli ed attendere di superare gli effetti del fenomeno impeditivo della visibilità.
Cass. Pen., Sez. IV, 18/12/2014, n. 52649

venerdì 12 dicembre 2014

Stalking

In una recente sentenza la Corte di Cassazione ha riconosciuto l'esistenza di condotte stalkizzanti sulla base di tre distinte argomentazioni.
In primis, ha affermato che per la reiterazione della condotta sono sufficienti anche due sole condotte di minaccia o di molestia: se è vero, infatti, che la modificazione di uno standard consolidato di comportamenti difficilmente avviene nel giro di pochi giorni, è altrettanto innegabile che la produzione di uno stato di forte ansia o paura ben può essere il risultato di minacce e molestie assai ravvicinate. 
Ha poi aggiunto che in ordine all'evento del perdurante e grave stato di ansia o di paura la norma non richiede che sia accertato uno stato psicologico riconducibile nelle categorie nosologiche, essendo sufficiente la produzione d un effetto destabilizzante della serenità e dell'equilibrio psicologico, essendo sufficiente porre in essere una condizione di elevata pressione psicologica.
Da ultimo, ha individuato il dolo del soggetto agente nella consapevolezza della idoneità delle condotte alla produzione di uno degli eventi alternativamente previsti dalla norma (art. 612 bis c.p.).
Cass. Pen., Sez. V, 24/11/2014, n. 48690

Multe notifica entro 90 giorni dall'infrazione

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha affermato che l'interpretazione estensiva dell'art. 201 del Codice della strada non è legittima: non è quindi consentito alle amministrazioni far decorrere il termine dei novanta giorni per la notifica delle violazioni del Codice non immediatamente contestate non dal momento in cui la violazione è accertata, ma da quello in cui l'operatore di polizia visiona il fotogramma.
Nella seduta della Camera del 10 dicembre 2014, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito che tale interpretazione è da considerarsi illegittima e che, pertanto, il momento dal quale decorre il termine di novanta giorni per la notifica della multa è sempre quello della commissione dell'infrazione.

giovedì 11 dicembre 2014

Azione revocatoria

Se l'azione revocatoria ha per oggetto atti posteriori al sorgere del credito, ad integrare l'elemento soggettivo del consilium fraudis, è sufficiente la semplice conoscenza nel debitore e nel terzo acquirente del pregiudizio che l'atto arreca alle ragioni del creditore, laddove, se essa ha per oggetto atti anteriori al sorgere del credito, è richiesta, quale condizione per l'esercizio della medesima, oltre all'eventus damni, la dolosa preordinazione dell'atto da parte del debitore al fine di compromettere il soddisfacimento del credito futuro e, in caso di atto a titolo oneroso, la partecipazione del terzo a tale pregiudizievole programma.
La prospettazione dell'anteriorità, ovvero della posteriorità del credito, rispetto all'atto dispositivo, osserva la Cassazione, muta radicalmente il thema decidendum ed il thema probandumdell'azione revocatoria, dovendosi nell'un caso allegare e provare il dolo generico, e cioè la mera consapevolezza, da parte del debitore e del terzo, del danno che derivava dall'atto dispositivo, e nell'altro, invece, la ricorrenza del dolo specifico, e cioè la consapevole volontà del debitore e del terzo di pregiudicare le ragioni del creditore futuro.
Cass. Civ., Sez. I, 04/12/2014, n. 25658

mercoledì 10 dicembre 2014

Reati alimentari punibilità vendita cibi scaduti

Chiamata a pronunciarsi su un episodio che visto coinvolto il responsabile del punto vendita di un negozio di generi alimentari, in precedenza condannato per aver posto in vendita generi alimentari in cattivo stato di conservazione, la Cassazione ha sostenuto il principio secondo cui il legale rappresentante od il gestore di una società è responsabile per le deficienze dell'organizzazione di impresa e per la mancata vigilanza sull'operato del personale dipendente, salvo che il fatto illecito non appartenga in via esclusiva ai compiti di un preposto, appositamente delegato a tali mansioni.
Il cattivo stato di conservazione dei generi alimentari si viene ad avere ogniqualvolta i medesimi, pur potendo essere ancora perfettamente genuini e sane, si presentano mal conservate, e cioè preparate o confezionate o messe in vendita senza l'osservanza di quelle prescrizioni -di leggi, di regolamenti, di atti amministrativi generali- che sono dettate a garanzia della loro buona conservazione sotto il profilo igienico-sanitario e che mirano a prevenire i pericoli della loro precoce degradazione o contaminazione o alterazione;  in simile ottica a poco rileva la data di scadenza del prodotto, ove ne sia prevista l'indicazione obbligatoria, poiché essa non ha nulla a che vedere con le modalità di conservazione dei prodotti alimentari.
Cass. Pen., Sez. III, 01/12/2014, n. 49995


martedì 9 dicembre 2014

Compenso professionista prestazione incompleta.

Il professionista ha diritto a incassare il compenso anche se non effettua tutte le attività descritte nella parcella pro forma. Infatti, il cliente può omettere il pagamento solo nel caso in cui riesca a dimostrare l’inadempienza in relazione alle singoli voci.
Sull'argomento il Giudice di legittimità ha affermato che la parcella del professionista è assimilabile ad un rendiconto in relazione al quale le contestazioni del cliente non possono rimanere generiche, ma devono riguardare specificamente le singole voci esposte, sorgendo solo in caso di contestazione l’obbligo del professionista di fornire una più appropriata dimostrazione delle sue pretese, le quali, in caso contrario, devono ritenersi provate nel loro fondamento di fatto.
Cass. Civ., Sez. II, 04/12/20014 n. 25642